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Mostra: Bernini Pittore
L'Allestimento
La prima sala riunisce i quattro
autoritratti autografi di Bernini. Al contrario di quelli
della maggior parte dei suoi contemporanei, essi non rappresentano
un’autocelebrazione sociale o artistica, ma anzi ostentano
con inconcepibile audacia la trascuratezza dei dettagli,
si concentrano sul volto e affettano un modo improvvisato
e abbozzato di trattare il costume. In questi quadri,
fatti a tempo perso e non destinati ad un patrono, Bernini
getta uno sguardo diretto e spregiudicato sulla propria
persona e sulla propria anima.
La seconda sala permette di conoscere
dall’interno le singolari dinamiche della cerchia di giovani
artisti intorno a Bernini: in apparenza essa contiene
altri tre autoritratti, ma in realtà si tratta di esercizi
degli allievi che partecipavano all’accademia di pittura
e alla compagnia teatrale dirette dall’artista.
Nella terza sala, il visitatore
è scrutato da quattordici occhi maschili. La famiglia,
la bottega, i mecenati di Bernini tornano a vivere in
sette ritratti, vivi e presenti fino all’inquietudine.
Essi fanno corona al marmo vivo e sensuale della Costanza
Bonarelli. La presenza dello strepitoso busto dell’amante
dell’artista – l’unico ritratto senza committente tra
quelli scolpiti da Bernini – è fondamentale per chiarire
la natura stilistica, ma anche ‘sociale’, della ritrattistica
pittorica berniniana: un’attività privata e spontanea,
e per questo ancora più moderna della, pur liberissima,
scultura.
Nella quarta sala sono riuniti
altri ritratti senza committenti, nati come doni preziosi:
sei grandi disegni a matite colorate che provengono dai
musei di tutto il mondo, e che vanno considerati un’ulteriore,
affascinante manifestazione del genio pittorico berniniano.
La sala quinta riunisce tutti
i mirabili e rari autografi di Gian Lorenzo nel genere
della pittura sacra: quadri in cui la narrazione è condensata
in fotogrammi che bloccano l’espressione e il movimento
di una o due figure, storie senza azione destinate ad
una colta fruizione privata. Non c’è personaggio sacro,
non c’è situazione storica – sembra affermare Bernini
– che non possa interpretarsi come l’incontro di singoli
esseri umani, e dunque come un ritratto di quegli stessi
precisi, irripetibili ed inconfondibili esseri umani.
Nella sesta ed ultima sala sono riunite quattro opere
di rilevante importanza storica che sviluppano idee, e
forse disegni, del dittatore della Roma barocca, pur senza
essere materialmente opera sua: è qui che incontriamo
il Bernini inventore, capace di imporre le sue idee ed
il suo stile anche laddove le sue mani non potevano arrivare.
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