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Servizio
Ufficiale Prenotazione Biglietti Mostra Egitto mai
visto

Mostra
Egitto mai visto
Le
dimore eterne di Assiut e Gebelein
Forlì,
Musei San Domenico
11 settembre 2010 - 9 gennaio 2011
Tel 199
757515 dall'estero +39 06 32810
egitto@ticketeria.it
- Fax 06 32651329
Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro 12, Forlì
La mostra è aperta:
Martedì – Venerdì dalle 9,30 alle 17,30
Sabato – Domenica dalle 10,00 alle 18,00
Ultimo ingresso alla mostra 30 minuti prima della
chiusura.
La mostra è chiusa
il lunedì, il 25 dicembre e 1 gennaio.
La mostra è aperta lunedì 1 novembre, 27 dicembre
e 3 gennaio.
Biglietti:
- Intero € 9,00
- Ridotto € 7,00
Gruppi superiori alle 15 unità, maggiori di
65 anni,
titolari di apposite convenzioni, studenti universitari
con tesserino,
residenti nella provincia di Forlì –
Cesena;
- Ridotto speciale € 4,00
Minori di 18 anni, studenti delle scuole elementari
(medie e superiori)
- Gratuito
Minori di 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo,
accompagnatori di disabili,
due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con
tesserino.
Prenotazioni
La prenotazione è obbligatoria per gruppi e
scolaresche
ordinaria € 1,00 a persona
scuole € 0,50 per ogni studente
Visite guidate
E’ previsto un servizio di visite guidate su
prenotazione per un massimo di 25 partecipanti, le
cui tariffe al pubblico, comprensive delle radioguide
per i gruppi, sono così articolate:
- Scuole € 55,00
- Gruppi in italiano € 80,00
- Gruppi in lingua € 110,00
Audioguide
E’ previsto un servizio di noleggio audioguide
per singoli visitatori e di radioguide per gruppi,
il cui uso è obbligatorio per gruppi con guida
propria (non per le scuole). Le tariffe di noleggio
sono:
- Audioguida € 4,00 per persona
- Radioguida € 30,00 per gruppo
EGITTO MAI VISTO
Le dimore eterne di Assiut e Gebelein
Forli'
Musei San Domenico
11 settembre 2010 – 9 gennaio 2011
Il Complesso di San
Domenico a Forlì si è
ormai affermato come uno dei più importanti
centri espositivi in Italia. Dal 2006 ha infatti
proposto ogni anno un grande appuntamento culturale,
coinvolgendo un larghissimo pubblico nazionale
e perfino internazionale. Cinque mostre su altrettanti
momenti della storia dell’arte, partendo
sempre da un elemento significativo del patrimonio
artistico e culturale forlivese: da Marco Palmezzano
a Silvestro Lega, da Guido Cagnacci a Canova,
sino alla mostra dedicata ai Fiori da poco conclusa.
Per iniziativa della Fondazione
Cassa dei Risparmi di Forlì,
in collaborazione con il Comune di Forlì
e con Civita Servizi, nella prossima stagione
autunnale i Musei San Domenico ospiteranno una
nuova grande mostra dedicata alla civiltà
egizia, inaugurando un secondo programma espositivo,
aperto alle più varie espressioni della
cultura artistica antica e moderna.
Egitto mai visto presenterà 400 straordinari
reperti datati intorno al 2000 a.C. scoperti
dal grande egittologo Ernesto Schiaparelli nelle
necropoli di Assiut e Gebelein e premurosamente
conservati per un secolo nei depositi del Museo
Egizio di Torino, allestiti nelle sale a piano
terra del San Domenico, grazie alla generosa
concessione della Soprintendenza Archeologica
del Piemonte e delle Antichità Egizie
e alla collaborazione della società Start.
Nei primi anni del ‘900
Ernesto Schiaparelli (1856 – 1928) era
il direttore del Museo Egizio di Torino e della
Missione Archeologica Italiana, impegnata nelle
campagne di scavo nella valle del Nilo. L’esplorazione
scientifica era ormai subentrata alla ricerca
dei collezionisti e stava portando alla luce
nuovi contesti come quelli delle comunità
neolitiche che avevano preceduto l’età
delle piramidi. Erano impegnate in Egitto le
maggiori potenze europee e gli Stati Uniti,
ma uno straordinario apporto alle nuove scoperte
scientifiche è dovuto proprio alla missione
italiana, nonostante la scarsa dotazione di
mezzi di cui disponeva nel contesto politico
e sociale postunitario.
Nelle necropoli di Assiut
e Gebelein la Missione aveva portato alla luce
straordinarie sepolture, ricche di testimonianze
della vita sociale e del contesto culturale
di una provincia del Medio Egitto fra il 2100-1900
a.C.
Oggi a distanza di quasi 100
anni, dopo un accurato lavoro di studio e di
restauro, è finalmente possibile per
tutti rivivere l’esperienza e le emozioni
di quelle straordinarie scoperte, effettuate
fra il 1908 e il 1920 dalla Missione Archeologica
Italiana.
Nella mostra sono finalmente esposti al pubblico
quei materiali archeologici rimasti per molti
anni nei depositi del Museo Egizio. Anche con
l’ausilio di fotografie originali, possiamo
tornare virtualmente nei due capoluoghi di provincia
nell’Antico Egitto dove il deserto ha
custodito per 4.000 anni i segreti della vita
quotidiana e della vita nell’aldilà.
L’esposizione ruota intorno
ad uno straordinario nucleo di dodici sarcofagi
a cassa in legno stuccato e dipinto con iscrizioni
che tramandano formule d’offerta e rituali
funerari magico-religiosi. In molti casi grazie
alla lettura dei geroglifici è possibile
svelare i nomi di questi uomini e donne appartenuti
alla classe media, amministratori e piccoli
proprietari terrieri, vissuti nel Medio Egitto
intorno al 2000 a.C.
I sarcofagi, alcuni dei quali
contengono ancora la mummia, sono arricchiti
da tutti gli elementi del corredo funerario
che accompagnavano il defunto e attraverso i
quali oggi possiamo ricostruire le loro storie
e quelle delle loro famiglie: vasi, poggiatesta,
specchi, sandali, bastoni, archi e frecce, cassette
in legno, modellini di animali, barche con equipaggi,
modelli di attività agricole e artigianali.
Dall’osservazione di tutti questi materiali
emerge la sorprendente capacità degli
artigiani egiziani nella lavorazione del legno,
che fece di Assiut uno dei centri dove fu raggiunto
il massimo livello di espressione artistica
alla fine del Primo Periodo Intermedio.
Sono esposte circa 40 pareti
di sarcofago con geroglifici incisi e dipinti
e 10 stele recentemente restaurate, che svelano
i segreti della scrittura geroglifica e permettono
di conoscere le credenze funerarie e le principali
divinità del pantheon egiziano.
Il progetto scientifico e la
curatela della mostra è dovuta ad Elvira
D’Amicone e Massimiliana Pozzi Battaglia,
della Soprintendenza per i Beni Archeologici
del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
e della Società Cooperativa Archeologica.
Il suggestivo allestimento è progettato
da Costantin Charalabopoulos.
La visita in mostra può
avvalersi di un articolato progetto didattico,
curato da Giovanna Gotti e Federica Scatena,
che comprende un ampio apparato di testi in
mostra, la possibilità di visite guidate
e laboratori progettati per le scuole e un servizio
di audioguide per singoli visitatori.
Ufficio stampa
Civita
Barbara Izzo-Arianna Diana: tel. 06 692050220-258;
cell. 348-8535647; izzo@civita.it diana@civita.it
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