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Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo
ROMA 11 Luglio - 9 Novembre 2008
Quale città oltre Roma ha un rapporto
così intenso e secolare con l'Egitto? In quale
altro luogo troviamo così tanti obelischi? Sul
Campidoglio il "Tevere" e il "Nilo"
uniscono nel mito le due lontane sponde, come nei versi
di un poeta dell'Arcadia, e i leoni egizi accolgono i
visitatori alla base della lunga scalinata. Nel rione
Campo Marzio, dove ora sorgono i palazzi del Governo,
il sottosuolo è disseminato di reperti del tempio
di Iside e poco più in là, verso le pendici
del Quirinale, si trova il Serapeo. Tutta la cultura romana
porta il segno di questa indelebile influenza. Nel Tempio
della Fortuna a Palestrina risplende il grande mosaico
del Nilo, realizzato da artigiani alessandrini. A Tivoli,
nella Villa di Adriano, l'imperatore ricostruì
un braccio del delta del Nilo, il famoso Canopo, luogo
di svaghi e delizie della corte ellenistica. E la Meta
Romuli divenne nel Medioevo uno dei simboli della città
della Lupa, così come la Piramide Cestia lo fu
dal Seicento. Il Rinascimento si innamorò degli
antichi profeti, di Ermete Trismegisto, degli incomprensibili
segni geroglifici. I Borgia vollero la storia del bue
Api dipinta nelle loro Sale in Vaticano. Raffaello utilizzò
le sembianze di Artemide Efesia (ritenendola Iside) per
decorare la volta della Stanza della Segnatura. A Roma
rinacquero gli studi sulla religione e sui riti misterici
e le vie dei pellegrini furono segnate dall'alta mole
degli obelischi.
Fu un amore di straordinaria durata. Nel Seicento Bernini
innalzò la Fontana dei Fiumi, epitome della Roma
Triumphans, e Athanasius Kircher, il genio gesuita, dedicò
molti volumi alla civiltà nilotica. Nel secolo
successivo le ombre si allungarono, mentre di giorno si
parlava di Luce e di Ragione, di notte gli altri lumi
svolgevano i loro riti misterici, le loro cerimonie di
iniziazione.
A Roma, se da un lato si faceva arrestare Cagliostro,
il fondatore della massoneria egiziaca, dall'altro si
cercavano oggetti e decoratori per le stanze del principe
Borghese. Perfino un cardinale, il Borgia di Velletri,
nella cui casa passava il fior fiore della massoneria
europea, cedette al fascino enigmatico dell'ermetismo
e collezionò oggetti falsi e veri per il suo enciclopedico
museo.
Una passione intensa per l'Egitto attraversò tutto
il Settecento. Stregò gli americani che vollero
una piramide sul dollaro e i francesi che finalmente svelarono
il mistero dei geroglifici. Roma si era ormai ritirata
in un modesto tran tran ai margini meridionali dell'Europa,
i miti faraonici, con la crisi finanziaria, sembravano
ormai sogni di un glorioso passato.
PRINCIPALI OPERE IN ESPOSIZIONE
Le opere esposte documentano, con qualche straordinaria
eccezione, l'ampio arco cronologico che va dal I secolo
a.C. sino alla Età dei Lumi, durante il quale l'Egitto
da "storia" diventa mito e da "Egittomania" si trasforma
in "Egittofilia". La mostra, particolarmente ricca di
sculture, perché di pietra fu la civiltà nilotica, si
apre con il tema della "doppia immagine", egizia e classica,
in cui si fecero raffigurare, imitando Alessandro Magno,
gli imperatori romani. I busti e le statue di Nerone e
di Domiziano e del giovane Antinoo rappresenteranno questa
singolare iconografia. Del resto, trovandosi nel Mausoleo
di Adriano, come non ricordare la tragica storia d'amore
dell'imperatore con il giovanetto che annegò nelle acque
del Nilo? Il bellissimo fanciullo si incarnerà a grandezza
naturale nella splendida statua della collezione Farnese
del Museo Archeologico Nazionale di Napoli; svetterà nelle
vesti di Osiride nella famosa scultura conservata ai Musei
Vaticani (calco appositamente realizzato), che ispirò
Raffaello, Pirro Logorio, e Piranesi; apparirà, infine,
divinizzato nel busto in pietra rossa, proveniente da
Dresda.
Un'altra famosissima storia d'amore, quella tra Antonio
e Cleopatra, ricorda gli intensissimi rapporti intercorsi.
La battaglia di Azio del 31 a.C mise fine ai sogni della
coppia "egizia", rappresentata da due rare teste marmoree.
Roma si riempì di capolavori, di tesori e dei primi obelischi.
Si riaffermarono anche i culti orientali rappresentati
dalla più antica figura di Iside (terracotta del I sec.
A.C.), da uno splendido sacerdote in marmo rosso e dalla
enigmatica statua del Cronocrator, trovato alle pendici
del Gianicolo e appartenente alle collezioni di Palazzo
Altemps.
Villa Adriana a Tivoli ha sempre avuto un ruolo fondamentale
nelle memorie del rapporto tra le due civiltà. Da lì provengono
le statue-personificazioni del sacro fiume egizio, simboleggiato
dalla sfinge, e del Tevere, con la lupa Romolo e Remo,
testimoni, fra le altre, della passione dell'imperatore
Adriano per la terra dei faraoni.
L'eredità e la fascinazione del mondo egizio a Roma e
della sua imperitura carica estetico-simbolica è tracciata
anche durante il Medioevo: leoni egittizzanti e sfingi,
come quella del Museo civico di Viterbo, impreziosiscono
chiostri e monumenti sacri del Patrimonium Petri. Il mito
di Ermete Trismegisto e di Iside, rinvigorito dal ritrovamento
della splendida Tabula Bembina o Mensa Iliaca - uno dei
pezzi più famosi del Museo Egizio di Torino - per la prima
volta a Roma dai tempi del sacco del 1527, seduce committenti
e artisti del Rinascimento, trovando spazio alla corte
papale, come testimoniano i disegni (Francoforte, Städel
Museum) utilizzati da Pinturicchio per gli affreschi degli
appartamenti Borgia in Vaticano e il raffinatissimo Messale
Colonna, conservato a Manchester. Passando per i molti
testi ritrovati o pubblicati, come gli Ieroglifica di
Orapollo, la Hypnerotomachia Poliphili, I misteri degli
egizi di Giamblico, le Antichità di Annio da Viterbo,
si giunge ai disegni di raffinati artisti della maniera
come Pirro Logorio e Primaticcio. Chiudono la sezione
le suggestive immagini dell'innalzamento, ad opera di
Sisto V, degli obelischi che diverranno, insieme a sfingi
e piramidi, un elemento caratterizzante del paesaggio
romano, splendidamente dipinto in una estatica tavola
di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, e in seguito da
pittori stranieri come l'eccelso Nicolas Poussin.
Una tela del celeberrimo artista francese, raffigurante
La fuga in Egitto (Hermitage, San Pietroburgo), in cui
si riprendono alcune ieratiche immagini del famoso mosaico
nilotico di Palestrina, eseguito nel II sec. a.C., aprirà
la sezione dedicata al Seicento e al primo grande egittologo
Athanasius Kircher. Di quest'ultimo si esporranno, fra
i diversi pezzi, la statua magica in basalto nero divisa
in due frammenti (uno a Torino e l'altro a Firenze) e
riunita esclusivamente per la mostra, le incisioni tratte
dall'Oedipus Aegyptiacus e i modelli lignei degli obelischi
romani (Roma, Liceo Visconti). Notevole sarà anche la
presenza della celebre immagine di Artemide Efesia (alabastro
da Roma, Musei Capitolini), la cui iconografia ha suscitato
l'interesse di Raffaello, Pirro Logorio, Giulio Romano
e anche del poliedrico gesuita.
Il Settecento, secolo dei Lumi, verrà documentato
dalle note incisioni di Piranesi, tratte dall'opera: "Diverse
maniere di decorare i camini..." (Roma, Istituto Nazionale
per la Grafica), in cui i "capricci" egittizzanti attestano
la diffusione dell'"Egittomania". La mostra concederà,
inoltre, l'occasione di ammirare reperti ed opere provenienti
dalla straordinaria Collezione Borgiana (Napoli, Museo
Archeologico), di cui si esporranno antichissimi pezzi
dal 2700 a.C. (III Dinastia), come la cosiddetta "Dama
di Napoli", (in realtà raffigurante un funzionario), sino
ad alcuni più recenti, tra cui alcuni curiosi falsi settecenteschi.
La suggestiva esposizione si concluderà, con una chiara
allusione alle atmosfere del Flauto Magico, con la ricostruzione
della sala egizia della Galleria Borghese, la più nota
tra le molte realizzate nel Settecento, presente in mostra
con tre interessanti tele di Tommaso Conca, dipinte per
il principe Marco Antonio Borghese, e due statue di Antoine-Guillaume
Grandjacquet, espressioni di un singolare gusto neoclassico
e provenienti dal Louvre.

Progetto e direzione scientifica Eugenio
Lo Sardo
Curatrici della Mostra:
Elisabetta Interdonato (Sezione archeologica)
Manuela Gianandrea (Sezione dal Medioevo al Rinascimento)
Federica Papi (Sezione dal Seicento al Settecento)
Scheda informativa
Evento Espositivo La Lupa e la Sfinge Roma e l'Egitto,
dalla storia al mito Sede Roma -
Museo Nazionale di Castel Sant' Angelo.
Lungotevere Castello, 50 00186 - Roma
Periodo 11 luglio - 9 novembre 2008
Promotore: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
- Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico
ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città
di Roma
Organizzazione e promozione: CIVITA
Informazioni e prenotazioni: www.ticketeria.it
- 199757511
Orario della Mostra Dal martedì alla domenica 9.00 - 19.00
Lunedì chiuso
La biglietteria chiude alle 18.30
Biglietti Integrato Mostra / Museo
Intero € 8.50
Ridotto € 6.00
- Cittadini dell'Unione Europea tra 18 e 25 anni;
- Insegnanti di ruolo nelle scuole statali;
- Convenzioni
(Aci, Alma viva Art Card, Amici di Civita, Associazione
Arci, Carta Più Feltrinelli, Coop, CTS, Dante Alighieri,
Enel, Fai, FMR Art'è, FNAC MI, FNAC NA, Gambero
Rosso, Guardia di Finanza, Ina, Assitalia/agenzie Generali,
Polizia di Stato, Porro, Presidenza del Consiglio dei
Ministri, Registrati al sito Civita, Santa Cecilia, Telecom,
Touring, ATAC-METREBUS)
Gratuito € 0.00
- Cittadini dell'Unione Europea minori di 18 anni;
- Cittadini dell'Unione Europea maggiori di 65 anni;
- Studenti e docenti dell'Unione Europea delle Facoltà
di Architettura, di Lettere (indirizzo Archeologico o
Storico-Artistico), di Conservazione dei Beni Culturali
e di Scienze della Formazione, mediante esibizione del
certificato di iscrizione;
- Docenti e studenti dell'Unione Europea iscritti alle
Accademie di Belle Arti, mediante esibizione del certificato
di iscrizione;
- Appartenenti all'I.C.O.M. ;
- Gruppi scolastici (NO UNIVERSITARI) dell'Unione Europea
(previa prenotazione) con accompagnatore;
- Giornalisti con tesserino dell'ordine;
- Portatori di handicap dell'Unione Europea e un loro
accompagnatore
(ATTENZIONE: le sale della mostra non sono accessibili
ai non deambulanti)
- Guide turistiche dell'Unione Europea nell'esercizio
della propria attività professionale, mediante
esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente
autorità;
- Interpreti turistici dell'Unione Europea quando occorra
la loro opera a fianco della guida, mediante esibizione
di valida licenza rilasciata dalla competente autorità;
- Dipendenti MiBAC - Ministero per i Beni e le Attività
Culturali;
- Civita Card.
Catalogo: Electa
Ufficio stampa:
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