La Storia
Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
CENNI STORICI
a cura di Corinna Ricasoli
Progetto StArt3
Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali si trova in Piazza di Santa Croce, a sinistra della basilica, in una palazzina che faceva parte dell’ex caserma “Principe di Piemonte”.Il museo conserva una collezione pressoché unica di strumenti musicali (circa 3000 pezzi, di cui solo ottocento di questi sono esposti) dall’antichità a tutto il secolo XVIII. Pezzi unici del museo sono la celebre “arpa Barberini”(coeva), alcuni strumenti appartenuti a Benedetto Marcello e il pianoforte del padovano Bartolomeo Cristofori, “inventore” di questo strumento. Il museo fu creato nel 1964 ed é costituito da varie acquisizioni, delle quali la più cospicua è rappresentata dalla collezione raccolta in tutto il mondo dal tenore Evangelista Gorga e passata allo stato nel 1950.Evan Gorga nacque nel 1865 e fu il primo interprete di Ridolfo nella Bohéme di Puccini al Teatro Regio di Torino nel 1896. Passò - dopo soli cinque anni – dalla sua acclamatissima carriera a quella che era la sua vera passione: il collezionismo. Possedeva trenta collezioni di oggetti più disparati, ma certamente quella degli strumenti musicali rivestiva una maggiore importanza. Evan Gorga morí nel 1957 a 92 anni ed in estrema povertà. A lui, la cultura italiana e non solo, deve infinita riconoscenza per aver contribuito alla conservazione di un patrimonio artistico e culturale che altrimenti sarebbe andato disperso.Il museo ha anche sezioni di strumenti musicali popolari di tutto il mondo e di strumenti- giocattolo.
BREVE GUIDA AI "GIOIELLI" DEL MUSEO
Nella prima sala - dedicata all’archeologia – si trovano: strumenti a fiato (corni, fischietti); strumenti a percussione in bronzo egizi, greci e romani (sistri, crotali, campane, campanelli, sonagli); accessori in osso; piroli, plettri. Troviamo, inoltre, anche una interessante iconografia a soggetto musicale costituita da bassorilievi in marmo e terracotta, da statuine di musici e lucerne decorate.Nella seconda sala vi sono gli strumenti esotici, provenienti dalla Cina, dal Giappone, Laos, India, Arabia, Turchia, Persia, America, Africa e Oceania.La terza sala é un omaggio alla musica popolare di tutta Europa. A rappresentare la musica popolare italiana troviamo: strumenti cari alla tradizione musicale napoletana, (quali tamburelli, mandolini, mandoloni ecc.); strumenti sardi (launeddas), ocarine ed anche strumenti delle Alpi (cetre da tavolo, cistri). Ad illustrare la musica popolare europea sono esposti strumenti slavi (gusla), russi (balalaika), spagnoli (bandurria, nacchere), ecc.Gli strumenti meccanici sono conservati nella quarta sala. Tra questi sono compresi carrillons a ciondolo, a tabacchiera, a cassetta nonché enormi strumenti a rullo con canne di legno e di metallo ed anche strumenti a dischi e a nastri forati.Nella quinta sala sono presenti gli strumenti portatili tra cui si possono citare gli organi positivi da processione; clavicembali da viaggio; flauti e clarinetti costruiti come mazze da passeggio; strumenti da serenata, da caccia; arpe con spuntoni per suonatori ambulanti.La sesta sala é dedicata alla musica militare in cui grande importanza é ricoperta dagli strumenti a percussione quali: il tamburo e il padiglione cinese; gli strumenti a fiato come il serpentone e il Bass-horn, ecc.La musica in chiesa trova spazio nella settima sala. Gli strumenti esposti sono: campane, campanelli, tromba marina; organo positivo da processione con pedaliera; harmonium enarmonico; piccolo organino guida-voci.Gli strumenti della musica in casa sono presenti nella ottava sala. Sono in questa sala: glasharmonika; pianoforte a coda; pianofortino-tavolino da lavoro; arpa; organino positivo da camera; organo positivo a forma di cassettone con ribalta; strumenti in miniatura; virginali; campanelli da tavolo.Tornando nell’atrio principale, si fa ingresso nella straordinaria nona sala in cui troviamo gli strumenti dei secoli XV e XVI. Vi sono: una tromba del 1461; “cornamuti torti” del 1524; flauti traversi, flauti dolci e flauti dolci bassi; cornetti dritti e cornetti curvi; sordone; clavicembalo costruito a Lipsia nel 1537 da Hans Müller; organo positivo con cassa cinquecentesca; spinette pentagonali, arpetta gotica, cistrum e liuti, trasformati poi in mandole e mandoloni, tutti del sec. XVI.Lasciando la nona sala si fa ingresso nella decima sala: la sala degli strumenti barocchi (secoli XVII-XVIII). Bellissimi sono: i clavicembali; il clavicordo; spinetta pentagonale; spinettino; salteri; chitarre; mandolini milanesi e napoletani..Arpe, clavicembali, chitarroni, tiorba, tiorbino, viole da gamba, violoncelli, fagotti, fagottino del secolo XVIII sono esposti nella undicesima sala.Nella dodicesima sala vi sono altri interessanti esmplari di: organi positivi; arpe; cembali; flauti traversi e ottavini; clarinetti e oboi; oboi da caccia; corni inglesi.Si possono ammirare, nella tredicesima sala, cembali scolpiti e dorati (tra cui il clavicembalo in legno con Tritoni e Nereidi del XVII sec.); cembalo verticale (clavicytherium); spinette rettangolari e traverse; organi positivi; flauti dolci; cornetti ricurvi; liuto; chitarrone.Violini; viole d’amore; arpe; pianoforti rettangolari sono gli strumenti protagonisti della quattordicesima sala.Di grande rilevanza per tutti i pianisti, amanti e conoscitori del pianoforte é la quindicesima sala. Infatti, oltre ad esservi conservati alcuni spinettini, l’attenzione del visitatore é catturata dal primo esemplare assoluto di pianoforte creato da Bartolomeo Cristofori nel 1722. L’evoluzione tecnica impressa dal Cristofori al calvicembalo, trasformó quest’ultimo nello strumento cosiddetto “fortepiano”, perché arricchito di potenzialitá dinamiche che consentivano all’interprete di dare maggiore espressivitá alle proprie esecuzioni. Il rapido e costante processo evolutivo del fortepiano, avviato dalle innnovazioni sulla meccanica operate dal Cristofori, trasformò il modesto ruolo di supporto armonico svolto dal clavicembalo nell’orchestra d’archi barocca nello strumento che sarà grande protagonista e solista delle sale da concerto del secolo successivo: l’Ottocento.Nella sedicesima sala troviamo alcuni rari pianoforti rettangolari; arpe e violini.
PERCHÉ ANDARE AL MUSEO NAZIONALE DEGLI STRUMENTI MUSICALI?
Chiunque si avvicini alla musica, al teatro o all’arte, per passione o per studio, visitando le raccolte del museo, può avere un supporto didattico e formativo per le proprie esigenze culturali. Questo museo, infatti, offre la possibilità di constatare come lo strumento musicale sia un punto di incontro tra l’evoluzione tecnologica di una società e l’evoluzione del suo gusto e della sua cultura.
Corinna Ricasoli
Progetto StArt3
|