Restituito ai visitatori nel 1997, dopo gli importanti lavori architettonici cominciati nel 1984 e i successivi restauri degli interni, a cura della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici (ora Polo Museale Romano), il complesso museale della Galleria Borghese ha il privilegio di riunire, tuttora e nel medesimo luogo, la maggior parte delle opere che formavano la straordinaria collezione del cardinale Scipione Borghese.
Tuttavia una consistente parte del patrimonio di pittura è sempre rimasta preclusa al godimento pubblico, conservata nei depositi al secondo piano della Galleria. Oggi, grazie al generoso intervento di Credit Suisse che ha creduto nel progetto, si intende rendere visitabili anche questi tesori nascosti.
I depositi della Galleria Borghese contengono attualmente 263 dipinti, 19 bronzetti, 7 piccole statue di marmo antiche e un orologio risalente ai tempi del cardinale Scipione Borghese. La Galleria secondaria, che tra breve aprirà i battenti proprio sotto al tetto del museo, avrà il carattere di una quadreria; si potranno ammirare le pareti coperte da una fitta serie di dipinti, alla maniera delle quadrerie del Seicento, come quella illustrata da Frans Francken il Giovane nel dipinto esposto nella sala XVII dello stesso museo.La sequenza delle opere seguirà il
criterio della distinzione tra pitture del Rinascimento e del Barocco, con riguardo ai formati, divisi tra grandi e piccoli. Come in ogni deposito di museo, tra quelle conservate sotto il tetto della Galleria Borghese si trovano opere di varia qualità artistica. Accanto a maestri modesti, ma comunque caratteristici dei loro tempi, appaiono d'altra parte opere di grande importanza; il confronto tra le diverse mani dei pittori diventa pertanto un'occasione per l'osservatore di distinguere stile e valore. A questo riguardo la Galleria secondaria che raccoglie le opere dei depositi rimarrà separata dal piano nobile, dove si trovano invece soltanto opere egregie. |
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